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Ruolo ecologico e valore ornamentale della siepe mista e delle piante con bacche

Un uccello mangia giornalmente circa il 30% del proprio peso in prede. Non di rado si nutre degli stessi insetti che l’uomo, con i pesticidi, si propone di debellare Dopo la nascita degli uccellini il genitore torna al nido almeno una volta ogni 5 minuti, ed ogni volta porta almeno un bruco o un pari quantitativo di insetti.

L’attività d’allevamento è di 15 ore al giorno, per un totale di 180 bruchi al giorno. Un Merlo arriva a consumare qualcosa come centinaia di larve di Ditteri in pochi giorni. Uccelli come la Cinciallegra oppure il Merlo rappresentano validi alleati per l’agricoltore in merito al controllo di fitofagi e parassiti vari, e la mancanza di predatori naturali (come possono essere questi volatili) è certamente una delle concause in grado di favorire e generare la proliferazione di insetti nocivi.

Dunque si rendono utili azioni che possano andare a favorire ed incrementare la presenza di questi ed altri organismi utili. I fattori limitanti la presenza di uccelli sono:

·         IL CIBO

·         SITI DOVE POTER NIDIFICARE

Le siepi possono soddisfare a pieno queste necessità poiché sono in grado di offrire bacche, semi, insetti e altri invertebrati. Il cibo potrebbe essere garantito soprattutto durante l’inverno anche tramite apposite mangiatoie applicate in prossimità o a ridosso delle siepi.

Le siepi offrono protezione, rifugio e siti dove poter nidificare. È importante che la presenza di questi uccelli e altri organismi utili possa diventare stanziale, abitudinaria e garantita nel tempo, e la presenza di siepi oppure di fasce boscate in grado di ospitare e sostenere questi simpatici esseri risulta determinante… Sono molto utili anche le mangiatoie oppure i nidi artificiali collocati in maniera opportuna. Le mangiatoie dovranno essere rifornite in modo adeguato soprattutto durante i periodi freddi o in presenza di neve.

Di seguito un elenco di arbusti e alberi che producono bacche in grado di attirare gli uccelli. Queste bacche rappresentano una fonte supplementare di cibo e di sostentamento anche e soprattutto in occasione dei periodi freddi nei quali la presenza di insetti e invertebrati è limitata o nulla, diventando fonte alternativa di cibo (o di emergenza):

siepe-mista

Non vanno sottovalutate le funzioni paesaggistiche ed ecologiche di siepi e alberature, anche grazie all’assorbimento e sottrazione di CO2 dall’atmosfera.

Queste essenze possono essere introdotte anche all’interno di giardini e parchi, e possono andare ad integrare le più comuni siepi campestri presenti nelle campagne.  Si tratta di azioni utili soprattutto in aree che presentano squilibri o unilateralità dovute ad una eccessiva antropizzazione oppure lì dove la moderna agronomia industriale ha ridotto al minimo la biodiversità e la stabilità dell’ecosistema (o degli agroecosistemi).

La diversità degli organismi utili (non solo uccelli, ma anche insetti) è direttamente correlata alla diversità botanica della siepe, e per questo le siepi rappresentano un organo fondamentale che va gestito e valorizzato. Oltre ad una riserva di biodiversità funzionale (meno uccelli = più insetti), la siepe può mitigare l’effetto deriva conseguente ad eventuali trattamenti con prodotti fitosanitari da parte di aziende convenzionali; l’altezza della siepe, la sua profondità e la sua densità risulteranno determinanti per questa funzione. Per questo si parla anche di fasce boscate. Vengono a crearsi utili comunità vegetali e animali conseguenza di una alleanza tra uomo e natura, senza dubbio un tassello importante nella prevenzione di squilibri, infestazioni e patologie (ciò permette una pluralità di meccanismi di controllo sugli organismi dannosi).

Il tipo di siepe può comunque variare in base al contesto, alla finalità ed alle necessità reali.

Già qualche anno fa Lipu-BirdLife Italia metteva in evidenza che dal 1980 ad oggi i volatili in Europa sono calati del 52%. Un chiaro avvertimento nel quale si mette in evidenza che “L’agricoltura intensiva distrugge il paesaggio e fa scomparire gli animali”. Metodi di coltivazione insostenibili per la natura hanno determinato la scomparsa di 300 milioni di uccelli selvatici negli ultimi 40 anni (dati raccolti dalFarmland Bird Index).

Ma è certamente possibile una netta inversione di tendenza, facendo tesoro degli errori commessi fino ad oggi.

 *In diverse Regioni vige il divieto di porre a dimora arbusti del genere Crataegus (in particolare modo esemplari di Biancospino e Azzeruolo) al fine di limitare la diffusione del colpo di fuoco batterico.

di Fabio Fioravanti

Associazione per l’Agricoltura Biodinamica Sezione Emilia Romagna
Fondazione Le Madri

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Le 13 notti sante e il preparato dei Tre Re Magi

In questo periodo bisogna porre molta attenzione alle tredici notti sante  dal 24 dicembre al 6 gennaio e al periodo dell’Avvento che è al suo culmine.
I biodinamici usano spruzzare il 500 e il 501 il giorno 24 (al mattino il 501 e alle 14 il 500).
Questa operazione dà gli stimoli giusti per le operazioni che a volte non possiamo fare nel corso dell’anno.
Si agisce in questo modo sulle forze di qualità e di quantità preventivamente, affinchè il nostro terreno sia stimolato a procedere poi da sè. Ciò non giustifica però la pigrizia di non effettuare i trattamenti opportuni seguendo il calendario delle semine.
Questo è un periodo veramente MAGICO; importantissime le 13 notti sante ricche di significati spirituali e pratici, ma anche importante il periodo che va dal 15 gennaio al 15 febbraio per i nostri lavori di campagna. La terra è molto recettiva, pertanto approfittiamone per lavorare nella preparazione degli eventi produttivi primaverili ed estivi, anche perchè in questo lasso di tempo i lavori urgenti non ci sono ancora.
Siamo in pausa dai lavori pratici che dalla primavera all’autunno ci lasciano senza fiato (perchè non siamo in grado di rincorrere i tempi e i ritmi della natura). Approfittiamo ora del tempo che ci viene elargito, facendo serenamente la preparazione biodinamica per la nuova stagione. Ad esempio fate anche il PREPARATO DEI TRE RE di Hugo Erbe (oro, incenso e mirra) e spruzzatelo al 6 gennaio, ma preparatevi gli ingredienti fin d’ora.
Buon  lavoro e buone festività a tutti dallo staff

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Preparati biodinamici

Nella pratica dell’agricoltura biodinamica è indispensabile usare e capire i preparati consigliati da Rudolf Steiner.
Sono sette preparati particolari suddivisi secondo la loro funzione peculiare.
Cornoletame e cornosilice detti anche 500 e 501 classificati come preparati da spruzzo, in quanto devono essere spruzzati uno sul terreno e l’altro sulle piante con modalità precise.
Preparati da cumulo, ricavati da particolari lavorazione di fiori e vegetali, da inserire in dosi omeopatiche nei cumuli di compost. Favoriscono, guidano, arricchiscono i processi fermentativi all’interno del cumulo di compost.
Ecco di seguito l’elenco di tali preparati:
Achillea-502
Camomilla- 503
Ortica-504
Corteccia di quercia-505
Tarassaco-506
che vengono completati da
Succo di valeriana-507
Studiosi e ricercatori, nel corso degli anni ne hanno elaborati altri tra i quali menzioniamo il preparato Fladen, utilissimo per favorire tutti i processi vitali del compost e del terreno.

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Come preparare un cumulo biodinamico?

Semplice come tutti gli altri cumuli. Occorre mescolare accuratamente e sapientemente, materiale asciutto con materiale umido o fresco, su terreno pulito e di preferenza fertile, possibilmente al riparo di un sambuco o di un nocciolo, ricoprirlo di materiale vegetale asciutto come ad esempio paglia.
Nel cumulo biodinamico vanno poi inseriti i preprati da cumulo specifici. Si lascia maturare per un anno intero e poi si incorpora al terreno superficialmente.
Si possono preparare cumuli specifici per ogni esigenza per esempio: cumulo letamico, di aghi di pino, di ortiche, di foglie di faggio ecc.